I comunisti e la questione nazionale
di Marco Quagliaroli
(in allegato l'importante saggio di Kim Jong Il "Per una corretta interpretazione del nazionalismo - 2002 e un articolo di Hoxha sull'edonismo borghese).
Questo contributo ha come tesi centrale il netto e deciso rifiuto del cosmopolitismo a cominciare da una chiarificazione semantica del termine "nazionalismo", concetto che si presta ad interpretazione di segno ideologico antitetico.
Il vocabolario della lingua italiana relativamente ai concetti di nazione, patria e nazionalismo così recita:
nazione - complesso degli individui legati da una stessa lingua, storia, cultura, in quanto hanno coscienza di questo patrimonio comune;
patria - paese comune ai componenti di una nazione di cui essi si sentono parte come individui ecollettivita' per nascita e per motivi storici e culturali;
nazionalismo - dottrina politica che mira al primato e al dominio di una nazione; esaltazione eccessiva di cio' che appartiene alla propria nazione.
Cercheremo quindi di dimostrare che il nazionalismo di sinistra, o patriottismo, e' organico al marxismo-leninismo e alla causa dell'edificazione del socialismo.
Il popolo di un paese saccheggiato dalle potenze imperialiste combatte sia per l'indipendenza nazionale sia per il socialismo. In tal guisa la questione nazionale e la questione di classe coincidono poiche' il proletariato costituisce la maggioranza della popolazione di un paese e gli interessi della classe coincidono con quelli della patria.
In realta' il concetto di nazionalismo non e' univoco: da una parte abbiamo il nazionalismo reazionario,che consiste nella volonta' di potenza, nel fascismo e nello sciovinismo; dall'altra abbiamo il nazionalismo democratico, espressione della lotta di un popolo per la propria indipendenza nazionale (ad esempio ilRisorgimento italiano incarnato dalle figure di Pisacane e Mazzini).
Questo nazionalismo democratico puo' essere definito meglio con il termine "patriottismo". I comunisti hanno sempre coniugato l'internazionalismo con il patriottismo dato che i due concetti non sono affatto antitetici ma, al contrario, fanno parte integrante di una visione autenticamente marxista-leninista.
Il nazionalismo democratico rivoluzionario nasce con la rivoluzione francese ed ha quindi una valenzadecisamente progressista e di sinistra in netta opposizione al nazionalismo fascista ed imperialista.
La grande guerra patriottica in Unione Sovietica, le rivoluzione socialiste in Cina, Corea, Cuba, Vietnam,Eritrea, la breve esperienza del Burkina Faso di Sankara, la lotta della Palestina, l'azione politica dei partiti politici di Venezuela, Russia, Portogallo, del Polo della Rinascita Comunista di Francia e' dichiaratamente patriottica . Persino nel mondo arabo abbiamo esempi di patriottismo. In Egitto la sinistra ha si e' unita in un fronte politico chiamato Coalizione Democratica Rivoluzionaria costituita dal Partito Socialista (laburista), Partito Comunista, Movimento Socialista Rivoluzionario (bahatista), Fronte di Salvezza Nazionale (nasseriano) e Alleanza Popolare Socialista (islamosocialista, antimperialista) che rivendica come centrale la questione dell'indipendenza nazionale in chiave antisionista e antistatunitense.
N'krumah, Nasser, Gheddafi, Neto, Dos Santos, Cabral, Ben Bella, Boumedienne e Ben Barka furono al contempo rivoluzionari e patrioti.
Un grande rivoluzionario come il compagno Newton, fondatore del Partito delle Pantere Nere, affermò in diverse occasioni che il partito cerco' sempre di coniugare il il marxismo-leninismo e la rivoluzione socialista con il nazionalismo nero di Malcolm X.
In Francia il patriottismo anche investe anche un aspetto importante della sovrastruttura: il linguaggio. Si tratta di un movimento trasversale ai partiti che si oppone al "tout anglais", ossia alla presenza invasiva della lingua inglese nell'idioma francese e' cio' e' ingiustamente vissuto come una prevaricazione verso la propriacultura nazionale (in un paese profondamente incivile come l'Italia di oggi e' impensabile che sorga un movimento culturale simile a difesa della purezza della lingua italiana).
In data 12 maggio 1941 il grande rivoluzionario bulgaro Georgi Dimitrov scrisse nel proprio diario:
"Bisogna sviluppare l'idea che coniuga un sano nazionalismo correttamente inteso con l'internazionalismoproletario. Tra essi non vi e' alcuna contraddizione. Il cosmopolitismo senza patria , che nega il sentimento nazionale e l'idea di patria, non ha nulla a che vedere con l'internazionalismo proletario".
La Resistenza fu un movimento patriottico e per i comunisti non era disgiunto dall'obiettivo strategico del socialismo. Ricordiamo che il giornale "La patria" fu l'organo ufficiale dell'ANPI.
Essere patrioti e rivoluzionari nell'Italia d'oggi significa
battersi per l'indipendenza nazionale, ossia per le quattro uscite: euro, UE, NATO e capitalismo. L'Italia non ' e' un paese
realmente indipendente per il semplice motivo che vi sono basi militari straniere sul suo
suolo nazionale ma pare che cio' non turbi i sonni della maggioranza degli italiani, opporsi alla
deindustrializzazione del paese, conquistare il controllo stataledell'economia, delle banche e dei confini nazionali contro
ogni flusso migratorio incontrollato.
Fratelli d'Italia si considera un partito patriottico ma non fa mai cenno alla presenza delle basi NATO sul suolo della patria.
Nella sua relazione introduttiva al I° Congresso del Movimento dei Lavoratori per il Socialismo il compagno Salvatore Toscano, uno dei piu' grandi rivoluzionari italiani insieme a Gramsci, Secchia e Alberganti, pronunciata il 29 febbraio 1976 affermo': "Il socialismo esalta le nazionalita', esso e' rispettoso della cultura e della storia delle varie nazionalita'."
La difesa dello stato nazionale, sia sotto il profilo concettuale che come realta' concreta, ossia come teoria e prassi, deve essere una roccaforte del pensiero comunista. Tuttavia occorre riconoscere che nel nostro paese manca il senso dello stato e cio' ha delle cause storiche ben precise: la divisione politica durata molti secoli; la politica repressiva dello stato sabaudo contro le popolazioni del sud (brigantaggio, Fasci Siciliani); sviluppo sfrenato dell'edonismo consumistico massima espressione della cultura decadente borghese (ruolo alienante della televisione, pornografia, droghe, prostituzione, corruzione della classe politica,malavita organizzata, incivilta', maleducazione, turpiloquio, depravazione sessuale, crisi della famiglia).
Tutto cio' produce ostilita' verso lo stato come dimostra la piaga nazionale dell'evasione fiscale.
Il patriottismo e' il nemico dichiarato del cosmopolitismo, dottrina propugnata dalla borghesia, da Soros, dalla chiesa e dalla inqualificabile accozzaglia di sinistrati e dissociati mentali chiamata Potere al Popolo.
Del resto e' noto che l'imbecillita' politica produce una politica imbecille.
Il cosmopolitismo nega, l'idea di patria, di stato nazionale e la differenza tra le culture. Esso e' fautorepermissivismo assoluto persino per i mafiosi (vedi la sciagurata proposta dell'abolizione dell'articolo 41 bis), e per i rom sui quali il compagno Omar Minnniti esprime un giudizio che condividiamo: nemmeno il socialismo (Romania, Ungheria, ex Jugoslavia) e' riuscito ad estirpare la tendenza al crimine di questo gruppoetnico.
La borghesia imperialista vuole cancellare i confini nazionali per favorire la circolazione di mano d'opera migrante a basso costo per comprimere i diritti dei lavoratori italiani facilmente sostituibili con gli stranieri e provocare così una guerra tra poveri che viene vinta solo dai padroni e dagli sfruttatori divario tipo: costo del lavoro sempre piu' basso e profitti sempre piu' alti.
Nel capitalismo la societa' multietnica e' un disastro (vedi gli Stati Uniti d'America) , solo nel socialismopuo' funzionare.
Inoltre poverta' ed emarginazione producono la microcriminalita' che genera insicurezza; un problema molto sentito quello della sicurezza che riguarda soprattutto i ceti subalterni (i ricchi hanno le guardie delcorpo); ragion per cui i comunisti respingono ogni becero garantismo tipico del pensiero liquido. Senza contare la capacita' di reclutamento tra gli immigrati della malavita organizzata e dei partiti di destra
(ad esempio nelle grandi citta' i manifesti elettorali e di propaganda sono affissi da immigrati per pochidenari).
I cerebrolesi cosmopoliti, sempre animati da un robusto anticomunismo tipico della schiuma anarchica, trockista e dei centri sociali hanno dimostrato e dimostrano tutto il loro primitivismo culturale e prepo-liticismo mediante parole d'ordine semplicemente disastrose: "il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione", "siamo tutti clandestini", "non lavoreremo mai".
Altre forze cosmopolite sono la Confindustria, la chiesa cattolica, il Partito Democratico e quella pseudo sinistra che ha abbandonato labandiera rossa in difesa del proletariato per indossare le magliette rosse a sostegno di Soros.
Non si comprende perche' l'attuale governo venga definito "fascista" da certi pseudo comunisti mentre i governi Prodi D'Alema (bombardamenti sulla Serbia), Renzi e Gentiloni non venivano definiti in tal modo.
E' assurdo schierarsi a favore del patriottismo dei popoli oppressi dall'imperialismo e rifiutare tale concetto nel proprio paese.
De Gaulle affermava che il patriottismo e' amare il proprio popolo, il nazionalismo e' odiare quello degli altri.
Il compagno Secchia, il piu' grande comunista italiano dopo Gramsci, notava che la borghesia cerca sempre di irreggimentare i popoli in una solidarieta' di facciata con le loro elite e di farli marciare contro gli altri.
Il commissario delle Brigate Garibaldi sosteneva che l'idea di nazione dei comunisti era la piu' corretta poiche' la nazione e' costituita nella sua stragrande maggioranza dal proletariato per cui l'interesse della patria coincide con quello della classe (vedi F. Castro: "Patria o muerte").
Quanto la borghesia avesse il senso della nazione lo si vide allorche' si rifugio' sotto l'ombrello atomico del Quarto Reich statunitense, l'Impero del Male che che ammorba i popoli con la sua politica imperialista.
Tutto cio' prova che il cosmopolitismo e' una dottrina borghese reazionaria (la chiamano globalizzazione) I suoi sostenitori sono da considerare nemici di classe anche se si definiscono di sinistra o addirittura comunisti.
PER UNA CORRETTA INTERPRETAZIONE DEL NAZIONALISMO
28 FEBBRAIO JUCHE 91 (2002)
DI KIM JONG IL
E' importante avere una corretta concezione del nazionalismo: solo così il popolo puo' raggiungere la unita' della nazione, difenderne gli interessi e costruirne il futuro. Il nazionalismo si e' formato come ideologia nel corso del processo di formazione degli stati nazionali. Sebbene le nazioni differiscano tra loro ognuna di esse e' una comunita' sociale che si e' formata sulla base di alcuni elementi come la lingua,e la storia e la cultura ed e' composta da varie classi e strati sociali. Ogni individuo appartiene ad una classe e ad una nazione....Il nazionalismo esprime l'amore per la patria, la sua sovranita' e la sua indipendenza.
Dal momento in cui il popolo traccia il proprio destino vivendo in uno stato-nazione,l'autentico nazionalismo costituisce il patriottismo....In passato il nazionalismo e' stato concepito come una ideologia borghese.
E' vero che all'epoca dei movimenti nazionali ottocenteschi la borghesia era alla testa del movimento.
Con lo sviluppo del capitalismo e l'ascesa della borghesia a classe dominante reazionaria gli interessi della nazione finirono per coincidere con quelli della classe borghese. Dobbiamo distinguere tra il patriottismo che difende la nazione e il proletariato e il nazionalismo borghese che difende i propri interessi di classe.
Esso e' una forma di egoismo nazionale e introduce lo sciovinismo nei rapporti tra gli stati. Il marxismo si concentro' sull'unita' internazionale dei proletari di tutto il mondo e non approfondì il concetto di nazionalismo che finì per assumere le caratteristiche del nazionalismo borghese. Ecco perche' fu considerato incompatibile con il comunismo.
In realta' cio' e' falso. Il comunismo non difende solo la classe operaia ma anche la nazione in quanto e' una Ideologia che ama il paese e il popolo. Su questa base nazionalismo e comunismo si incontrano. Non vi è ragione per cui debbano contrapporsi.
Ciascun paese ha i propri confini, ogni nazione ha la sua identita'; la rivoluzione e la costruzione socialista vanno attuate considerando il paese e la nazione come tutt'uno. Percio' l'internazionalismo traova la sua ragione nei rapporti tra stati.
I rivoluzionari di ogni paese devono essere correttamente internazionalisti lottando per la prosperita' del proprio paese e della propria nazione.
Il presidente Kim Il Sung disse che per essere dei veri comunisti bisogna per prima cosa diventare deiveri nazionalisti. Con la determinazione di dedicare la sua vita al popolo, egli ha intrapreso la via della rivoluzione sin dagli anni giovanili e ha creato l'immortale idea de juche che ha esposto scientificamente l'essenza progressista del nazionalismo. Attraverso una corretta combinazione tra il carattere di classe e il carattere nazionale egli ha realizzato un'alleanza tra comunisti e nazionalisti consolidando le posizioni diclasse e quelle nazionali del nostro socialismo con il fine della riunificazione della patria....
Coloro che si battono per il proprio popolo sono sinceri comunisti , veri nazionalisti ed ardenti patrioti.
Noi ereditiamo con fedelta' dal grande presidente Kim Il Sung l'idea di amare il paese, la nazione e il popolo. Non sono i comunisti magli imperialisti che si contrappongono al nazionalismo e ostacolano lo sviluppo indipendente delle nazioni .....Essi affermano che l'ideale di costruire uno stato-nazione sovrano e' anacronistico mentre la globalizzazione sarebbe la tendenza dell'attuale situazione. Essi vogliono trasformare il mondo in quello che chiamano "mondo libero e democratico" fatto sul modello degli Stati Uniti d'America assoggettando i popoli al loro dominio.
L'era presente e' l'era dell'indipendenza (jajusong NdA) . Dobbiamo opporci risolutamente e respingere le manovre degli imperialisti per preservare le caratteristiche della nostra nazione, l'indipendenza nazionale e il socialismo fondato sulle masse popolari.
CONTRO L'EDONISMO BORGHESE
di Enver Hoxha
Tutto il discorso dei traditori kruscioviani era la riconciliazione ideologica con l'imperialismo e il capitalismo, la coesistenza pacifica, l'estinzione delle lotte rivoluzionarie, l'accesso al potere per via parlamentare, il libero scambio, lo sviluppo del turismo e la circolazione delle idee, un liberalismo sfrenato e corrotto.
Tutto cio' avviene all'insegna dei "tutori della pace" , per un mondo "senz'armi e senza guerre", per la "prosperita' e il progresso dell'umanita'", per il "trionfo del socialismo dal volto umano".
E' chiaro che si apriva alla diffusione dell'ideologia reazionaria borghese; il revisionismo e' divenuto il suopropagandista piu' solerte nell'esaltare lo stile di vita statunitense caratterizzato da tutte le piaghe che portano con se' la degenerazione della societa' ed in particolare della gioventu'.
La musica decadente , i programmi televisivi, la letteratura, le danze, droghe, prostituzione, pornografiae' retrogrado, non e' al passo con i tempi .
"Andiamo" dicono "viviamo in estasi, in allegria, lasciate che la gioventu' si diverta, i giovani vogliono il nuovo, amano tutto cio' che e' moderno. ....Noi vogliamo la liberta' e la democrazia, vogliamo praticare l'attivita' sessuale per strada, vogliamo farci crescere i capelli lunghi, portare croci intorno al collo, andare in chiesa ed avere i nostri circoli pornografici....."
Ogni giorno emergono sette ed eresie religiose. Esse hanno una base filosofica comune : l'idealismo.
Questa e' anche l'essenza di quelle correnti che sembrano essere proteste radicali. L'arte che non conosce l'impegno ideologico esalta il culto della vacuita' del contenuto, dell'orrido. I principali temi dell'arte decadente sono l'immoralita' e la patologia sociale.
E' proprio questa cultura, ricoperta di una patina luccicante, accompagnata da chiassosa pubblicita',che inonda gli schermi cinematografici e televisivi, le riviste i giornali e tutti i mezzi di comunicazione.

