LA VIA DELLA SETA, LA TEORIA DEL MAGNETE E LE FORZE DEL FRONTE ANTIMPERIALISTA MONDIALE
di Marco Quagliaroli
Il più grande progetto
antimperialista a livello planetario è senza dubbio la Via della Seta
lanciata da Xi Jinping presidente della superpotenza socialista cinese
nonchè prima economia mondiale.
La Via della Seta comprende le rotte
terrestri e marittime che stanno consentendo alla Cina di investire in
infrastrutture 8 miliardi dollari in 68 paesi di cui beneficeranno 4
miliardi e 500 milioni di abitanti pari al 65 % della popolazione
mondiale e al 30 % dell'economia del globo. Tutto ciò corrisponde a
sette volte il piano Marshall.
La Via
della Seta comprende sei corridoi economici: Cina - Mongolia - Russia;
Cina - Asia centrale; Cina- Indocina; Cina-Pakistan; Cina- Bangladesh;
Cina-Myanmar- India (è da registrare però l'ostilità del governo
reazionario di Nuova Delhi guidato dal presidente Modi luogotenente
dell'Impero del Male a queste latitudini).
La Via della Seta è
presente anche in Africa, America Latina e, marginalmente in Europa
(costruzione di fabbriche in Serbia che ha salvato decine di migliaia di
lavoratori dalla disoccupazione; costruzione di una città ecologica a
pochi chilometri da Minsk, capitale della Bielorussia socialista guidata
dal compagno Lukashenko fedelissimo alleato della Cina).
In Africa,
Asia e America Latina si concretizza quindi una autentica
collaborazione sud-sud senza precedenti grazie anche Banca
Internazionale dello Sviluppo promossa dalla Cina che ha indotto decine
di paesi ad abbandonare il dollaro per preferire lo yuan nelle loro
transazioni commerciali.
In questi continenti i cinesi costruiscono
strade, ponti, acquedotti, ferrovie, case, scuole, scuole, ospedali ecc.
stimolando un forte sviluppo delle forze produttive e,
conseguentemente, un miglioramento delle condizioni di vita dei popoli.
Inoltre migliaia di giovani del cosiddetto Terzo Mondo studiano nelle
università cinesi e al loro ritorno in patria daranno un contributo
consistente alla crescita del loro paese. Ricordiamo che grazie alla Via
della Seta l'Africa ha un tasso di sviluppo annuo dell'8%.
In
America Latina i cinesi e i governi della regione stanno studiando la
costruzione di un cavo in fibra ottica transpacifico per favorire un più
rapido scambio commerciale dalle coste sudamericane alla Cina e
viceversa.
Gli ultimi paesi ad aver aderito alla Via della Seta sono
il Nepal, che ha avviato la transizione al socialismo, e, dopo le
recenti visite a Pechino di Aung Sun Su Kyi e Hun Sen, il Myanmar e la
Cambogia.
Pienamente integrata alla Via della Seta è L'Unione
Economica Euroasiatica che comprende Russia, Bielorussia, Kazakistan,
Kirghizistan e Armenia.
E' necessario rilevare che la parte maggiore
delle ricchezze mondiali si trova in Eurasia e che è un principio
condiviso da tutti gli esperti di geopolitica quello secondo cui "chi
possiede l'Eurasia possiede il mondo".
Richiamiamo inoltre
l'attenzione del lettore sul concreto aiuto che Cina e Russia stanno
offrendo al Venezuela che non a caso ha lasciato il dollaro per assumere
il yuan come moneta di riferimento.
Il paese di Chavez e Maduro è
la prima destinazione latinoamericana degli investimenti cinesi (seguono
Cuba, Bolivia, Ecuador). Dal 2001 sono stati attuati 800 progetti di
cooperazione nei settori come petrolio, energia, istruzione, sanità,
commercio, tecnologia, industria, agricoltura, infrastrutture.
Nel 2013 il commercio bilaterale Cina-Venezuela è cresciuto da un miliardo 400 milioni di dollari nel 1974 a 20 milioni.
Dal canto suo la Russia ha versato ingenti investimenti nel bacino
petrolifero dell'Orinoco dopo l'incontro a Mosca tra Putin e Maduro. Il
commercio tra i due paesi ha raggiunto nel 2013 i due miliardi 500
milioni di dollari. La cooperazione militare russo-venezuelana ha visto
Mosca rifornire Caracas di armi per 11 milioni di dollari: missili,
caccia, artiglieria, difesa aerea, fucili, elicotteri, sistemi
logistici. Questi "argomenti" sono fondamentali per combattere le
turbolenze della destra borghese: sono gli unici da usare con gli
imperialisti.
Alla luce di quanto esposto è del tutto evidente che
la teoria del magnete, ossia l'irradiazione planetaria del socialismo
cinese e del suo ruolo antimperialista sta facendo toccare con mano ai
popoli e ai governi del Terzo Mondo la siderale differenza tra gli aiuti
offerti dalla Cina e gli accordi capestro imposti dal Fondo Monetario
Internazionale e dalla Banca Mondiale.
Il primo passo verso la
dislocazione del capitalismo internazionale dal sud del mondo è
costituito dal sempre più massiccio abbandono del dollaro a favore del
yuan da parte di vari paesi.
Non a caso Fidel Castro definì la Cina
la più promettente speranza per il futuro dei popoli mente Hugo Chavez
che la Cina si era presentata al Venezuela "como una Hermana".
IL FRONTE ANTIMPERIALISTA MONDIALE: LE FORZE IN CAMPO
Paesi socialisti: Corea del Nord, Cina, Vietnam, Laos, Cuba, Bielorussia, Eritrea.
Paesi in cui è in corso una guerriglia rivoluzionaria: India, Bhutan, Afghanistan, Filippine, Novorussia.
Partiti comunisti (200 milioni di iscritti).
Paesi che hanno intrapreso la transizione al socialismo: Nepal.
Paesi progressisti antimperialisti: Venezuela, Siria, Bolivia, Ecuador, El Salvador.
Paesi antimperialisti: Russia, Iran, Irak, Yemen, Libano, Palestina.
Organizzazioni mondiali:
Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, Federazione Mondiale
Sindacale, Federazione Democratica Internazionale delle Donne; Consiglio
Mondiale della Pace; Organizzazione per la Cooperazione di Shangai,
Unione Economica Euroasiatica; Banca Internazionale dello Sviluppo,
Alternativa Bolivariana d'America (ALBA), Via della Seta.

