LA VIA DELLA SETA, LA TEORIA DEL MAGNETE E LE FORZE DEL FRONTE ANTIMPERIALISTA MONDIALE

12.08.2018


di Marco Quagliaroli

Il più grande progetto antimperialista a livello planetario è senza dubbio la Via della Seta lanciata da Xi Jinping presidente della superpotenza socialista cinese nonchè prima economia mondiale.
La Via della Seta comprende le rotte terrestri e marittime che stanno consentendo alla Cina di investire in infrastrutture 8 miliardi dollari in 68 paesi di cui beneficeranno 4 miliardi e 500 milioni di abitanti pari al 65 % della popolazione mondiale e al 30 % dell'economia del globo. Tutto ciò corrisponde a sette volte il piano Marshall.
La Via della Seta comprende sei corridoi economici: Cina - Mongolia - Russia; Cina - Asia centrale; Cina- Indocina; Cina-Pakistan; Cina- Bangladesh; Cina-Myanmar- India (è da registrare però l'ostilità del governo reazionario di Nuova Delhi guidato dal presidente Modi luogotenente dell'Impero del Male a queste latitudini).
La Via della Seta è presente anche in Africa, America Latina e, marginalmente in Europa (costruzione di fabbriche in Serbia che ha salvato decine di migliaia di lavoratori dalla disoccupazione; costruzione di una città ecologica a pochi chilometri da Minsk, capitale della Bielorussia socialista guidata dal compagno Lukashenko fedelissimo alleato della Cina).
In Africa, Asia e America Latina si concretizza quindi una autentica collaborazione sud-sud senza precedenti grazie anche Banca Internazionale dello Sviluppo promossa dalla Cina che ha indotto decine di paesi ad abbandonare il dollaro per preferire lo yuan nelle loro transazioni commerciali.
In questi continenti i cinesi costruiscono strade, ponti, acquedotti, ferrovie, case, scuole, scuole, ospedali ecc. stimolando un forte sviluppo delle forze produttive e, conseguentemente, un miglioramento delle condizioni di vita dei popoli. Inoltre migliaia di giovani del cosiddetto Terzo Mondo studiano nelle università cinesi e al loro ritorno in patria daranno un contributo consistente alla crescita del loro paese. Ricordiamo che grazie alla Via della Seta l'Africa ha un tasso di sviluppo annuo dell'8%.
In America Latina i cinesi e i governi della regione stanno studiando la costruzione di un cavo in fibra ottica transpacifico per favorire un più rapido scambio commerciale dalle coste sudamericane alla Cina e viceversa.
Gli ultimi paesi ad aver aderito alla Via della Seta sono il Nepal, che ha avviato la transizione al socialismo, e, dopo le recenti visite a Pechino di Aung Sun Su Kyi e Hun Sen, il Myanmar e la Cambogia.
Pienamente integrata alla Via della Seta è L'Unione Economica Euroasiatica che comprende Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia.
E' necessario rilevare che la parte maggiore delle ricchezze mondiali si trova in Eurasia e che è un principio condiviso da tutti gli esperti di geopolitica quello secondo cui "chi possiede l'Eurasia possiede il mondo".
Richiamiamo inoltre l'attenzione del lettore sul concreto aiuto che Cina e Russia stanno offrendo al Venezuela che non a caso ha lasciato il dollaro per assumere il yuan come moneta di riferimento.
Il paese di Chavez e Maduro è la prima destinazione latinoamericana degli investimenti cinesi (seguono Cuba, Bolivia, Ecuador). Dal 2001 sono stati attuati 800 progetti di cooperazione nei settori come petrolio, energia, istruzione, sanità, commercio, tecnologia, industria, agricoltura, infrastrutture.
Nel 2013 il commercio bilaterale Cina-Venezuela è cresciuto da un miliardo 400 milioni di dollari nel 1974 a 20 milioni.
Dal canto suo la Russia ha versato ingenti investimenti nel bacino petrolifero dell'Orinoco dopo l'incontro a Mosca tra Putin e Maduro. Il commercio tra i due paesi ha raggiunto nel 2013 i due miliardi 500 milioni di dollari. La cooperazione militare russo-venezuelana ha visto Mosca rifornire Caracas di armi per 11 milioni di dollari: missili, caccia, artiglieria, difesa aerea, fucili, elicotteri, sistemi logistici. Questi "argomenti" sono fondamentali per combattere le turbolenze della destra borghese: sono gli unici da usare con gli imperialisti.
Alla luce di quanto esposto è del tutto evidente che la teoria del magnete, ossia l'irradiazione planetaria del socialismo cinese e del suo ruolo antimperialista sta facendo toccare con mano ai popoli e ai governi del Terzo Mondo la siderale differenza tra gli aiuti offerti dalla Cina e gli accordi capestro imposti dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.
Il primo passo verso la dislocazione del capitalismo internazionale dal sud del mondo è costituito dal sempre più massiccio abbandono del dollaro a favore del yuan da parte di vari paesi.
Non a caso Fidel Castro definì la Cina la più promettente speranza per il futuro dei popoli mente Hugo Chavez che la Cina si era presentata al Venezuela "como una Hermana".

IL FRONTE ANTIMPERIALISTA MONDIALE: LE FORZE IN CAMPO

Paesi socialisti: Corea del Nord, Cina, Vietnam, Laos, Cuba, Bielorussia, Eritrea.
Paesi in cui è in corso una guerriglia rivoluzionaria: India, Bhutan, Afghanistan, Filippine, Novorussia.
Partiti comunisti (200 milioni di iscritti).
Paesi che hanno intrapreso la transizione al socialismo: Nepal.
Paesi progressisti antimperialisti: Venezuela, Siria, Bolivia, Ecuador, El Salvador.
Paesi antimperialisti: Russia, Iran, Irak, Yemen, Libano, Palestina.
Organizzazioni mondiali: Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, Federazione Mondiale Sindacale, Federazione Democratica Internazionale delle Donne; Consiglio Mondiale della Pace; Organizzazione per la Cooperazione di Shangai, Unione Economica Euroasiatica; Banca Internazionale dello Sviluppo, Alternativa Bolivariana d'America (ALBA), Via della Seta.

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